L’ornitorinco: tanti animali in uno

UN MIX DI CLASSI ANIMALI: ECCO L’ORNITORINCO!

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Un po’ mammifero, un po’ uccello e un po’ rettile.

Presente esclusivamente nelle regioni umide dell’Australia orientale e della Tasmania, l’ornitorinco vive nei fiumi, nelle lagune e nei corsi d’acqua, in zone ricche di vegetazione, su cui scava la tana.

È un animale unico che presenta caratteristiche fisiche tipiche dei mammiferi, ma anche dei rettili e degli uccelli.

Ha infatti un becco simile a quello dell’anatra, depone le uova e ha l’intestino appunto come quello degli uccelli e dei rettili. La struttura fisica dell’ornitorinco presenta molti adattamenti alla vita acquatica fra cui il corpo smilzo e allungato, le zampe palmate munite di 5 robusti artigli e la coda piatta e larga.

I maschi sono leggermente più grandi delle femmine e sulle zampe posteriori hanno due ghiandole velenifere collegate ad altrettanti speroni. L’ornitorinco è lungo 39-60 cm e il peso oscilla fra 0,8 e 2,5 kg.!

Sul comportamento dell’ornitorinco in natura resta ancora molto da scoprire. Si sa che l’animale conduce vita solitaria e semi-acquatica e che si nutre di invertebrati catturati negli specchi d’acqua.

Sulle rive, poi, è solito scavare profonde e spaziose tane costituite da numerose gallerie che formano una sorta di labirinto.

Insieme ad altre due specie, Ornithorhynchus anatinus è l’unico mammifero che depone le uova. Dopo l’accoppiamento, la madre sistema due piccole uova bianche dentro una tana e le cova; trascorsi circa 6-10 giorni si schiudono e la madre sistema subito i piccoli in una specie di tasca sotto la coda dove si raccoglie il latte che i cuccioli leccano per almeno 3-4 mesi.

Ci sono poche informazioni sulla vità dell’ornitorinco, ma si pensa possa vivere fino a 12 anni.

E. Ceglia- M. Miceli 1^I

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Scrittori in erba: La leggenda del fiume Ofanto

Il fiume più importante della nostra regione è il fiume Ofanto.

Il suo nome deriva da una leggenda che  racconta di una ragazza povera che non aveva mai avuto niente, lei era sola senza una sorella o fratello e senza famiglia e si chiamava Kumba.

Per guadagnare qualche spicciolo doveva lavorare come schiava, però non veniva trattata molto bene.

Alcuni amici la prendevano in giro sul fatto che lei fosse povera,  allora Kumba stanca di tutto questo voleva andare in cerca dei un nuovo lavoro, di nuovi amici, di una nuova casa, ecc…

Durante il cammino vide un cagnolino molto piccolo, un cucciolo. che era ferito ad una zampetta, Kumba col suo animo buono andò ad aiutarlo. Il cane la ringraziò dicendole che lei era speciale.

Sentendolo parlare, Kumba si diede dei pizzicotti, si grattò gli occhi, ma vide che era tutto vero: il cane parlava.

Camminarono  per molto tempo, raccontando un po’ le loro quasi belle vite ed esperienze perchè neanche il cane aveva avuto una bella vita fino ad allora.

Si fermavano per riposare e, poichè il cane era assetato, si fermavano vicino ad un fiume; il cane bevve e anche la dolce Kumba.

Poi scrutò un po’ da lontano e in mezzo agli alberi e vide un piccolo villaggio, ma molto piccolo. Pensò che forse andare là sarebbe stata un’ottima idea per trovare lavoro, amici e magari anche dei cani.

Kumba si avviò, mentre il cane non le dava attenzione e e continuava a bere come una persona che non avesse mai visto l’acqua in vita sua.  Dopo un po’ si girò e non la trovò più, ma capì che era andata al villaggio. La raggiunse e si misero in cerca di un lavoro per  Kumba e alla fine lo trovarono, doveva lavorare come panettiera. Successivamente trovò una casa e degli amici.

Kumba dopo il lavoro si riposava, però un giorno, tornando dal lavoro, non trovò più il suo amico cane e si chiese dov’era, ma niente. Passeggiando per il villaggio in cerca del cane, andò a sbattere contro una statua gigante a forma di cane.

Si informò in giro perchè ci fosse quella statua del cane e subito dopo capì che quello era il suo cane, il suo grande amico che l’aveva aiutata. Dalle risposte ricevute, venne a sapere che quel cane “beveva” fortuna da un grande fiume e subito dopo aiutava le persone in difficoltà.

kumba capì subito dove poterlo trovare e andò a quel fiume grande. Lo trovò lì che aspettava altre persone con cui parlare e da aiutare.

Kumba lo ringraziò e all’improvviso vide nel fiume splendere una grande luc; il cane spiegò che era la luce della fortuna e della sua missione compiuta.

A quel punto Kumba lo ringraziò, lo salutò e ritornò al villaggio, mentre il cane aspettava una persona.

Quel fiume diventò  il fiume più importante e famoso ed oggi è chiamato il fiume della fortuna e conosciuto come fiume Ofanto, appunto perchè quando si incontrava quel cane tutti i problemi che si avevano si potevano risolvere, con un po’ di fortuna e aiuto di un piccolo cane.

Simona Naturale 1^I

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Scrittori in erba: La leggenda del salice piangente

In una delle masserie pugliesi convivevano dei patrizi e dei servi.

I figli di queste due famiglie si erano innamorati l’una dell’altro tanto che i genitori non riuscivano a staccare i due.

Allora i genitori del ragazzo patrizio decisero di uccidere la ragazza.

La ragazza venne seppellita sotto la casa.

Il ragazzo, venuto a conoscenza dell’accaduto, andò davanti la tomba e pianse, pianse, pianse tanto che Dio intenerito dalla scena decise di trasformarlo in un albero con sottili e pendenti verso il basso, che con le sue radici abbracciava la tomba.

E così nacque il salice piangente.

F. Gammarota

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La globalizzazione

La globalizzazione è un fenomeno che nasce nel XX secolo, ma con l’inizio del XXI secolo ha raggiunto il suo culmine. Essa riguarda l’aumento progressivo e capillare degli scambi e degli investimenti internazionali.

Il mondo globalizzato è il mondo di oggi, in cui le economie nazionali sono sempre più interdipendenti, il commercio non ha quasi più barriere, le comunicazioni sono di una semplicità disarmante, anche da un lato all’altro della Terra. 

Se dapprima riguardava la sfera economica, oggi la globalizzazione investe ogni ambito della nostra vita: da quello sociale a quello culturale; dalla politica allo sviluppo tecnologico. Siamo ormai abituati ad acquistare abiti che vengono prodotti in Cina, a guardare film americani, a mangiare cibo giapponese, thailandese e via dicendo.

Le cause della globalizzazione sono:

  • L’abolizione delle barriere doganali, che ha permesso una sorta di unificazione del mercato mondiale;
  • Lo sviluppo dei trasporti su scala mondiale, che ha permesso di commercializzare i prodotti da una parte all’altra del globo;
  • Lo sviluppo delle nuove tecnologie.

I cosiddetti no-global si oppongono fortemente poichè la globalizzazione nasconde una serie di lati oscuri non trascurabili. Le multinazionali, proprio grazie a questa capillarità economica, hanno spostato parti o addirittura intere produzioni nei Paesi meno sviluppati e lo hanno fatto per godere di diversi vantaggi: costo della manodopera inferiore, tassazione ridotta e meno regole da rispettare anche per la difesa dell’ambiente.

Le multinazionali approfittano di questa situazione per non rispettare le regole rigide imposte nei Paesi più sviluppati. Questo significa che spostano l’inquinamento massiccio e spesso senza ritegno nelle zone dell’Est o del Sud del Mondo, perchè qui i governi non hanno ancora intrapreso politiche di tutela ambientale.

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Tra gli aspetti positivi della globalizzazione vanno annoverati la velocità delle comunicazioni e della circolazione di informazioni e merci.

L. Pezzi 3^H

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Sciame sismico in giro per il pianeta

Domenica 11 novembre attorno alle 10:30 un rombo simile a quello di un aereo, ha attraversato l’intero pianeta, ed è stato registrato dai sismografi di tutto il mondo.

Il sistema di sismografi, collegati tra loro, ha permesso di individuare l’origine di queste onde sismiche: a ovest delle coste di Mayotte, una piccola isola francese vicino al Madagascar. Le onde sismiche hanno messo in movimento i sismografi dell’Africa, hanno attraversato l’Oceano Atlantico, sono arrivate in Cile per poi spingersi verso la Nuova Zelanda, il Canada e arrivare persino alle Hawaii.

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L’isola di Mayotte, tra il Madagascar e l’Africa.| GOOGLE

La prima sorpresa è che i sismografi hanno “lavorato” per oltre 20 minuti, poi si è poi scoperto che non vi era stato alcun sisma in tutto il pianeta.


Ci sono stati in precedenza piccole scosse registrate lo scorso maggio,la più forte di magnitudo è stata di 5.8. Ma la vera domanda è: Che cosa sta succedendo in quel punto del pianeta?

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Si sono registrate altre onde sismiche anche alle Hawaii pochi mesi fa con l’eruzione del vulcano Kilauea.

Al momento l’ipotesi più allertante è quella di una nuova attività vulcanica nell’oceano: Mayotte stessa, come altre piccole isole dell’area, sono il risultato di eruzioni vulcaniche avvenute negli ultimi millenni.

Fino ad oggi i geologi non hanno calcolato le piccole isolette vicino a Mayotte.

A sostenere l’ipotesi sono i ricercatori del BRGM affermando che, le basse frequenze di terremoto si hanno a causa del Vulcano NYragongo, dove è nata una camera d’aria magmatica in continuo movimento.

È dunque una possibilità: sui fondali dell’oceano Indiano, in prossimità di Mayotte, potrebbe presto fuoriuscire del magma che un giorno sarà forse una nuova isola.

N. Miglio- G. Nardella 1^I

Inquinamento domestico

Detersivi, prodotti spray, elettrodomestici, cucine a gas sono alcune delle principali cause dell’inquinamento domestico.  

Spesso si dice: “Casa dolce Casa”: ma sarà poi così vero? Purtroppo alcune ricerche sull’inquinamento domestico hanno evidenziato che l’inquinamento domestico esiste ed è causato dalla contaminazione da parte di agenti inorganici o organici, compresi batteri e microrganismi che possono derivare dalle attività umane, da materiali e prodotti presenti in casa o da abitudini sbagliate nella gestione delle casa.

Basta pensare alle colle, alle vernici e ai sigillanti utilizzati per arredi, infissi esterni ed interni, parquet, piastrelle; aggiungi l’utilizzo quotidiano di detersivi, prodotti cosmetici spray e insetticidi vari. Tutti questi prodotti rilasciano nell’aria delle sostanze inquinanti come: acetone, benzene, alcool metilico, ammoniaca, radon solo per citarne alcuni.

Quando pensi di pulire casa utilizzando il miglior detersivo igienizzante, molto probabilmente stai spargendo sostanze chimiche pericolose in tutto l’ambiente; varrebbe la pena di considerare alcuni detersivi ecologici a base di aceto bianco, bicarbonato o acido citrico.

Siamo così preoccupati di difenderci dall’inquinamento dell’ambiente esterno, che non ci fermiamo a pensare che una cucina a gas è una significativa fonte di biossido di azoto. Anche gli apparecchi elettronici come computer e televisori emettono sostanze inquinanti che hanno un impatto negativo sulla qualità dell’aria della casa.

E già che stiamo parlando di computer, in una casa bisogna considerare anche l’inquinamento elettromagnetico, noto anche come elettrosmog, determinato dalle radiazioni elettromagnetiche generate dalle antenne wi-fi, dai telefoni cellulari, dai televisori e dalle radio. Sono tutti apparecchi elettronici che, alla lunga, possono avere anche effetti negativi sulla salute.     

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Draisci Maria Concetta

de Biase Anastasia

Mosca Nicolas

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L’asteroide che causò la scomparsa dei dinosauri

Circa 66 milioni di anni fa un asteroide di 10 chilometri di diametro si scontrò con la Terra nella penisola dello Yucatan, in Messico. Fu un evento catastrofico!

Ci fu una delle estinzioni più rilevanti che furono sulla Terra, l’estinzione dei dinosauri

Nel corso della storia del nostro pianeta sono stati molti gli eventi di questo genere: uno di questi, avvenuto circa 250 milioni di anni or sono, fu la causa della più drammatica estinzione che la Terra sperimentò, quando ben il 96 per cento delle specie viventi scomparve per sempre.

Quell’evento fu chiamato “Grande Moria”, ma dell’asteroide che la causò e del cratere non fu trovata nessuna traccia

Ma ora un gruppo della Planetary Society pensa di averlo scovato. Si troverebbe al largo della costa orientale del Sud America, nei pressi delle Isole Falkland, sepolto sotto spessori di sedimenti.

Il suo diametro sarebbe di 250 chilometri, almeno 50 chilometri in più rispetto a quello messicano. Tanti gli indizi anche se la certezza non c’è ancora.

A sinistra le anomali gravitazionali dello Yucatan a destra quelle delle Falkland. Là sotto c’è qualcosa di anomalo.

La scoperta

tutto inizia nel 1991 quando l’analisi del campo gravitazionale della Terra mostra un’anomalia a forma circolarein quell’area. Si capisce presto che qualcosa ha deformato i sedimenti sul fondo del mare. Michael Rampino, un geologo della New York University si rende conto che se la sotto c’è un cratere da impatto che deve essere più grande di quello dello Yucatan e quindi deve aver stravolto pesantemente la vita della Terra. Nel 1992 pubblica le sue deduzioni sulla rivista dell’American Geophysical Union, ma finiscono nel dimenticatoio.

20 anni dopo, un appassionato…

Maximiliano Rocca, cheha studiato geologia, non si è laureato e lavora come analista di sistemi a Buenos Aires, in Argentina ha una passione: “cacciare crateri di asteroidi”.

Quando non lavora Rocca si avvale di tutte le informazioni disponibili per cercare indizi di crateri prodotti da antichi asteroidi che si sono scontati con la Terra. I suoi studi sono così seri che riceve finanziamenti anche dalla Planetary Society e nel 2004 scopre un gigantesco cratere in Colombia, il quale, con i suoi 50 chilometri di diametro, risulta essere il più grande del Sud America

Nel 2002 si appassiona del presunto cratere della Falkland e si mette alla ricerca di dati del campo magnetico dell’area, ma deve attendere il 2015 quando riesce ad averli da un geofisico del Paraguay, Jaime Bàez Presser.

Le anomalie sono a forma di “rosa” proprio come quelle del cratere dello Yukatan. 

In giallo le Falkland. In colore rosa le anomalie magnetiche che hanno una forma di rosa.

Ma Rocca vuole più prove e così chiede alla società petrolifera Schlumberger i risultati dei rilevamenti sismici fatti nell’area alla ricerca di petrolio. Anch’essi indicano variazioni dei depositi sedimentari. A quel punto Rocca, Rampino e Presser uniscono i risultati e li pubblicano sulla rivista scientifica Terra Nova, con Rocca primo autore: la comunità scientifica accetta che c’è un gigantesco cratere.

Se li sotto c’è un cratere quanti anni ha? L’eta dell’area attorno non è nota, anche se alcuni studi indicano che si aggira attorno ai 250 milioni di anni, proprio il periodo della grande estinzione.

La certezza assoluta la si potrebbe avere estraendo campioni di roccia dal fondo oceanico. “Ma questa è un’operazione costosa – ha spiegato Rampino – speriamo che il lavoro pubblicato attiri l’attenzione di qualcuno che voglia investire in questa interessante ricerca”.

Ciò potrebbe portare ad una scoperta unica per la storia della Terra.

Rinaldi antonio- Nicolas Mosca 3^H