Scoperta a Monopoli barriera corallina

Le coste di Puglia regalano da sempre una varietà di territori e di scorci sensazionali.

A queste meraviglie si è aggiunta una vera e propria barriera corallina, scoperta al largo della città di Monopoli.

I ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, hanno scoperto casualmente questa meraviglia della natura a soli due chilometri dalla costa del comune. 

Intervistato da alcune testate regionali, il professore a capo della spedizione ha sottolineato l’importanza e l’esclusività della ricerca, Corriero ha anche aggiunto che questa modalità è stata osservata soltanto in un altro habitat, quello del mar Rosso a 200 metri sotto il livello del mare.

L’ambiente, oltre ad essere stato trovato in una discreta profondità , si estende per una lunghezza di più di 2,5 chilometri.

La differenza rispetto alle altre barriere è che quella pugliese vive in penombra, mentre quelle australiane o delle Maldive godono della luce del sole.

Monopoli presentano una policromia di colori più tendenti all’arancione, al rosso e al viola.

L’Università di Bari, in collaborazione con quella del Salento e di Roma Tor Vergata ha richiesto professionisti molto specializzati in grado di riuscire a raggiungere quote particolarmente profonde.

Una volta forniti del giusto materiale, i subacquei con telecamera e robot filo guidati hanno nuotato fin quando non si sono ritrovati davanti alla sensazionale scoperta.

Data l’importanza della zona, probabilmente a breve si potrà istituire una zona protetta.

A. Rinaldi- S. Naturale 1^I

Caramelle gommose? Leggi l’etichetta

La gelatina animale è una componente essenziale delle caramelle gommose.

Conosciuta come colla di pesce, poiché originariamente era ottenuta dalla vescica natatoria di pesci come lo storione, viene oggi prodotta principalmente dalla cotenna del maiale (l’80% della gelatina alimentare prodotta in Europa), un altro 15% viene ricavato dal bovino e precisamente da uno strato sottile di grasso presente sotto la pelle, il resto, il 5%, da ossa e cartilagini di maiali e bovini. Nelle etichette dei prodotti alimentari si trova come E 441: e sai cosa mangi».

Sono queste le parole rilasciate da Animal Amnesty che, con una denuncia informa coloro che sono divorano le caramelle. Pochi infatti sanno che il contenuto della gelatina animale, uno dei componenti delle caramelle gommose è la gelatina animale, ottenuta dagli scarti di animali macellati, soprattutto la pelle di maiale.

La gelatina è una sostanza insapore utilizzata in una vasta gamma di prodotti, compresi i nostri dolci preferiti, i marshmallow, formaggi e yogurt. E poi minestre o condimenti  per le insalate.

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Miceli Martina- Melany Elettorale 1^I

L’ornitorinco: tanti animali in uno

UN MIX DI CLASSI ANIMALI: ECCO L’ORNITORINCO!

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Un po’ mammifero, un po’ uccello e un po’ rettile.

Presente esclusivamente nelle regioni umide dell’Australia orientale e della Tasmania, l’ornitorinco vive nei fiumi, nelle lagune e nei corsi d’acqua, in zone ricche di vegetazione, su cui scava la tana.

È un animale unico che presenta caratteristiche fisiche tipiche dei mammiferi, ma anche dei rettili e degli uccelli.

Ha infatti un becco simile a quello dell’anatra, depone le uova e ha l’intestino appunto come quello degli uccelli e dei rettili. La struttura fisica dell’ornitorinco presenta molti adattamenti alla vita acquatica fra cui il corpo smilzo e allungato, le zampe palmate munite di 5 robusti artigli e la coda piatta e larga.

I maschi sono leggermente più grandi delle femmine e sulle zampe posteriori hanno due ghiandole velenifere collegate ad altrettanti speroni. L’ornitorinco è lungo 39-60 cm e il peso oscilla fra 0,8 e 2,5 kg.!

Sul comportamento dell’ornitorinco in natura resta ancora molto da scoprire. Si sa che l’animale conduce vita solitaria e semi-acquatica e che si nutre di invertebrati catturati negli specchi d’acqua.

Sulle rive, poi, è solito scavare profonde e spaziose tane costituite da numerose gallerie che formano una sorta di labirinto.

Insieme ad altre due specie, Ornithorhynchus anatinus è l’unico mammifero che depone le uova. Dopo l’accoppiamento, la madre sistema due piccole uova bianche dentro una tana e le cova; trascorsi circa 6-10 giorni si schiudono e la madre sistema subito i piccoli in una specie di tasca sotto la coda dove si raccoglie il latte che i cuccioli leccano per almeno 3-4 mesi.

Ci sono poche informazioni sulla vità dell’ornitorinco, ma si pensa possa vivere fino a 12 anni.

E. Ceglia- M. Miceli 1^I