Il Nazismo

Il termine Nazismo è l’abbreviazione di nazionalsocialismo; definisce il movimento politico tedesco collegati all’avvento al potere in Germania nel 1933 da parte di Adolf Hitler, conclusosi alla fine della seconda guerra mondiale con la conquista di Berlino da parte delle truppe sovietiche (maggio 1945).

Una volta raggiunto il potere tramite una regolare elezione, si trasformò in dittatura, con un programma di eliminazione anche fisica sia degli avversari politici che di persone appartenenti a categorie ritenute nocive per il mondo, come ebrei, omosessuali, zingari e anche persone diversamente abili.

L’Aktion T4 fu il programma nazista di eugenetica che prevedeva la soppressione o la sterilizzazione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche. Si stima che l’attuazione del programma T4 abbia portato all’uccisione di circa 200.000 persone.
T4 è l’abbreviazione di “Tiergartenstrasse 4”, l’indirizzo del quartiere Tiergarten di Berlino dove era situato il quartier generale dalla Gemeinnützige Stiftung für Heil und Anstaltspflege, l’ente pubblico per la salute e l’assistenza sociale.

Il programma T4 veniva anche chiamato «programma eutanasia» da molti di coloro che erano coinvolti in quest’operazione, ma l’espressione non ha nulla a che vedere con la definizione attuale di eutanasia.

Il programma non era per il benessere dell’ammalato o dal desiderio di liberarlo dalla sofferenza, il programma T4 venne portato a termine di «igiene razziale» allora imperante in Germania.

V. Petrosino 3^H

Risultati immagini per razzismo

Annunci

Il razzismo: origini e cause

Un atteggiamento di tipo razzistico è costantemente presente nella storia dell’umanità, come testimonia la pratica antica della schiavitù.

Gli antichi Greci, e in seguito i Romani, chiamavano “barbari” (stranieri) quelli che non parlavano la loro lingua, avevano costumi, religioni, istituzioni diverse e vivevano al “limite” del loro mondo.
Tuttavia, il razzismo per come noi lo intendiamo si sviluppò a partire dal XVII secolo, in seguito alle scoperte geografiche e al colonialismo.

In questo periodo si affermò la convinzione che il progresso – intellettuale, scientifico, economico, politico – fosse un’esclusiva prerogativa dei bianchi e che gli altri popoli non potessero conseguire gli stessi risultati proprio a causa di una differenza biologica.

Se fino a quel punto l’interpretazione prevalente del determinarsi delle varie razze era stata quella “climatica” – secondo la quale a un’origine comune erano seguiti sviluppi dovuti soprattutto alle condizioni ambientali – dal XVIII secolo si affermò la teoria “poligenetica”, che fa risalire le popolazioni del mondo a progenitori diversi.

L’affermarsi di questa convinzione portò a ritenere inalterabili le differenze tra individui e popoli e a stabilire un principio di gerarchia secondo il quale la razza bianca era una razza superiore, predominante sulle altre; in questo modo veniva giustificato il dominio sugli altri popoli da parte dei bianchi e l’attribuzione a questi di una missione di civilizzazione.

L. Pezzi- G. Loconte 3^H

Risultati immagini per razzismo

Le donne e il Fascismo

Qual era l’atteggiamento del fascismo verso la donna?

Nel 1927 i salari femminili vennero ridotti alla metà di quelli maschili, che avevano già subito una forte riduzione. Il lavoro della donna valeva esattamente la metà di quello del suo collega. Infatti secondo i  fascisti la sua “missione” era una sola quella di “far figli  per dare soldati alla patria”.

Lo slogan “la maternità sta alla donna come la guerra sta all’uomo” era scritto sulle facciate delle case di campagna e sulle copertine dei quaderni che i bimbi usavano a scuola.

La prolificità veniva esaltata al massimo, quasi fosse la miglior qualità femminile: ad esempio, ogni settimana apparivano sul giornale fotografie di donne circondate da molti figli, con una medaglia per il  fatto di averli messi al mondo.

Avere molti figli era un grande titolo, anche se poi le famiglie numerose vivevano nella miseria ed i bambini non potevano mangiare. Naturalmente qualsiasi idea di controllo delle nascite era proibita, e furono inasprite le pene contro ogni forma di riduzione delle nascite.
La donna, fu relegata in casa a far figli, e furono emanate delle leggi per impedirle di svolgere un’attività extracasalinga, soprattutto se intellettuale.

La prima offensiva si ebbe nell’insegnamento. Nel ’27 si esclusero le insegnanti dalle cattedre di lettere e filosofia nei licei, poi si tolsero alcune materie negli istituti tecnici e nelle scuole medie, e infine si vietò che fossero dirigenti, alla fine si raddoppiarono le tasse scolastiche alle studentesse, scoraggiando le famiglie a farle studiare.

Una seconda offensiva riguardò i pubblici impieghi. Una legge del ’33 limitò notevolmente le assunzioni femminili, stabilendo sin dai bandi di concorso l’esclusione delle donne o riservando loro pochi posti. Più tardi, un decreto precisava addirittura quali impieghi statali potessero essere loro assegnati, e furono naturalmente i meno qualificati e peggio retribuiti: quelli di dattilografa, stenografa, segretaria, addetta alla raccolta di dati statistici, agli schedari, alle biblioteche.
In quindici anni, dal 1921 al 1936, la percentuale delle donne che svolgevano attività extradomestiche passò dal 32,5 per cento al 24 per cento. Inoltre quelle rimaste erano guardate male.

Insomma l’immagine della donna come essere pensante fu umiliata in tutti i modi, mentre fu esaltata al massimo quella di generatrice di figli e di oggetto sessuale. Infatti, mentre da una parte si gonfiava il mito della virilità, dall’altra si creava quello di una femminilità, intesa come totale sudditanza all’uomo.
É esattamente questa l’espressione che usa il teorico fascista Loffredo: “La donna deve ritornare sotto la sudditanza assoluta dell’uomo, padre o marito; sudditanza e, quindi, inferiorità spirituale, culturale ed economica”. E basterebbe questa frase per condannare tutto il fascismo.
Ma è anche interessante vedere in che modo si deve arrivare a questa “sudditanza”, giacché lo stesso Loffredo non lascia le cose a metà e ce lo spiega. “Gli stati che vogliono veramente eliminare una delle cause più notevoli di alterazione del vincolo familiare… devono adottare una misura veramente rivoluzionaria: riconoscere il principio del divieto dell’istruzione professionale media e superiore della donna, e, quindi, modificare i programmi d’istruzione, in modo da impartire alla donna un’istruzione (elementare, media ed anche universitaria, se occorre) intesa a fare di essa un’eccellente madre di famiglia e padrona di casa.”

Alle donne, dunque, si doveva impedire di studiare, in modo da poter loro impedire successivamente di fare un lavoro qualificato, e quindi di essere indipendenti economicamente e moralmente.

Cota Francesca-Tota Carmela 3^H

Risultati immagini per donne e fascismo

Risultati immagini per donne e fascismo

La leggenda del puperete

Il puperete è un dolce tipico del foggiano e ha in sè i sapori di questa terra.

Pochi conoscono il vero significato di questa parola, ma in realtà esistono due significati: il primo deriva da “pepe”, non perchè viene usato il pepe nella ricetta ma perchè all’interno vi è una spezie altrettanto piccante che è la cannella e con essa vi sono anche vin cotto, cioccolato o cacao, mandorle e altri squisiti ingredienti; il secondo significato è legato alla somiglianza col termine “pietra”, cioè “pu+prete”, infatti il dolce ha una consistenza dura anche a causa del miele tra i suoi ingredienti.

Questa dolce ha un’origine molto antica. Si racconta che in occasione dell’incoronazione di re Alboino, o forse Rotari, furono invitati a corte i rappresentanti dei sudditi dei paesi circostanti. Ognuno di loro portò in dono al re qualcosa, chi armi, chi tessuti pregiati, chi prodotti realizzati per l’occasione

Il re era seduto sul trono con la moglie a sinistra e a destra la tanto amata figlia minore che assisteva al corteo di doni . Un rappresentante di Monte Sant’Angelo presentò al re un dono che lasciò tutti a bocca aperta perchè fu posto sul capo della principessa con le parole: “Questo è per la pupa del re”.

La piccola, felice per il dono ricevuto, cominciò a saltellare e correre per la stanza  tanto che la coroncina sulla sua testa cadde e si frantumò in mille pezzi.

La principessa sentì l’odore emanato da quella coroncina e la assaggiò, offrendola anche al re e alla regina che rimasero stupiti per la bontà.

Il rappresentante fu elogiato per il dono che da quel momento fu chiamato “Pupa del re” che in dialetto locale divenne “puperet”.

Questo dolce oggi è ancora preparato nel foggiano sia a Monte Sant’Angelo sia a Fogiia, a San Severo e in altri paesi nei dintorni.

1^I

 

L’ornitorinco: tanti animali in uno

UN MIX DI CLASSI ANIMALI: ECCO L’ORNITORINCO!

Immagine correlata

Un po’ mammifero, un po’ uccello e un po’ rettile.

Presente esclusivamente nelle regioni umide dell’Australia orientale e della Tasmania, l’ornitorinco vive nei fiumi, nelle lagune e nei corsi d’acqua, in zone ricche di vegetazione, su cui scava la tana.

È un animale unico che presenta caratteristiche fisiche tipiche dei mammiferi, ma anche dei rettili e degli uccelli.

Ha infatti un becco simile a quello dell’anatra, depone le uova e ha l’intestino appunto come quello degli uccelli e dei rettili. La struttura fisica dell’ornitorinco presenta molti adattamenti alla vita acquatica fra cui il corpo smilzo e allungato, le zampe palmate munite di 5 robusti artigli e la coda piatta e larga.

I maschi sono leggermente più grandi delle femmine e sulle zampe posteriori hanno due ghiandole velenifere collegate ad altrettanti speroni. L’ornitorinco è lungo 39-60 cm e il peso oscilla fra 0,8 e 2,5 kg.!

Sul comportamento dell’ornitorinco in natura resta ancora molto da scoprire. Si sa che l’animale conduce vita solitaria e semi-acquatica e che si nutre di invertebrati catturati negli specchi d’acqua.

Sulle rive, poi, è solito scavare profonde e spaziose tane costituite da numerose gallerie che formano una sorta di labirinto.

Insieme ad altre due specie, Ornithorhynchus anatinus è l’unico mammifero che depone le uova. Dopo l’accoppiamento, la madre sistema due piccole uova bianche dentro una tana e le cova; trascorsi circa 6-10 giorni si schiudono e la madre sistema subito i piccoli in una specie di tasca sotto la coda dove si raccoglie il latte che i cuccioli leccano per almeno 3-4 mesi.

Ci sono poche informazioni sulla vità dell’ornitorinco, ma si pensa possa vivere fino a 12 anni.

E. Ceglia- M. Miceli 1^I

Ascesa e caduta di Hitler

1933: l’ascesa di Hitler divenuto cancelliere della Germania.

Il 27 febbraio 1933 il Reichstag – il palazzo del Parlamento – è distrutto da un incendio, appena un mese dopo la presa di potere da parte di Hitler.

I suoi primi atti, interdizione dei partiti, limitazione delle libertà individuali e d’opinione, le prime leggi repressive contro gli avversari politici.

1935: le leggi di Norimberga, Leggi a “protezione della razza tedesca” privano gli ebrei della cittadinanza tedesca.

1936: inizia l’odio. Compaiono in Germania i primi cartelli: “ebrei non graditi”.
Giugno: Heinrich Himmler è nominato Reichfuehrer delle SS e capo della polizia.
1938: la notte dei cristalli Luglio: schedatura e documento di riconoscimento per tutti gli Ebrei sul suolo germanico.
Ottobre: 17mila ebrei polacchi arrestati e dislocati al confine polacco.
9-10 novembre: l’uccisione di un ufficiale tedesco in Francia dà modo a Joseph Goebbels di lanciare un programma contro i cittadini ebrei.
Nella “notte dei cristalli” squadre di giovani nazisti irrompono nei quartieri ebraici spaccando vetrine e finestre di case e negozi, dando fuoco alle sinagoghe, 7.500 negozi, 26mila ebrei vengono arrestati e deportati.

1939:  ha inizio la Shoah Nei mesi successivi, passano numerose leggi di discriminazione. Gli Ebrei vengono obbligati a consegnare i metalli preziosi al governo. Espropri, confinamenti, revoca delle patenti di guida e dei documenti.
Autunno: per l’”Euthanasie Programme” hanno avvio nelle strutture mediche in Germania le uccisioni di malati terminali, ritardati mentali, bambini, minoranze etniche, ebrei e zingari.
Tra il dicembre 1939 e l’agosto 1941 muoiono nelle prime camere a gas tra 50mila e 200mila persone.
1940: lo sterminio 20 maggio: apre Auschwitz (non è il primo campo di prigionia: Dachau aveva aperto nel marzo del 1933).
Milioni di polacchi ed ebrei vengono deportati. Ha inizio la politica per la “purezza razziale” in Germania: emigrazione forzata degli ebrei, ghettizzazione, deportazione, i campi di concentramento e di sterminio.
1942 20 gennaio: il protocollo di Wannsee codifica con precisione scientifica cifre e strategie dello sterminio.

Tra il 1942 e il 1944 le SS, assistite dai governi collaborazionisti e da personale reclutato nelle nazioni occupate, uccisero in maniera sistematica circa 3,5 milioni di ebrei in campi di sterminio localizzati in Polonia: Birkenau, Bełżec, Chełmno, e Treblinka, ecc…

1944: nel mese di luglio vengono preparati degli attentati contro Hitler.  Claus Schenk von Stauffenberg, piazzò una bomba nel quartier generale di Hitler, ma Hitler scampò miracolosamente alla morte e ordinò una dura rappresaglia nella quale vennero giustiziati tutti i capi del complotto.

30 aprile 1945: Hitler ormai, prossimoa lla disfatta, si suicidò nel suo bunker intorno alle ore 15.30, insieme all’amante Eva Braun che aveva sposato il giorno prima. Aveva cinquantasei anni.

1945: il processo di Norimberga Il London Agreement firmato da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Unione Sovietica l’8 agosto 1945 comprende la costituzione di un Tribunale Militare Internazionale.
A Norimberga, dal 20 ottobre 1945 al 1 ottobre 1946, vengono processati criminali di guerra nazisti, ufficiali, marescialli, membri degli Einsatzgruppen, medici, guardie.

Loris Pennacchia 3^H

Risultati immagini per morte di Hitler

Benito Mussolini

Benito Amilcare Andrea Mussolini nacque a Predappio il 29 luglio 1883  e morì a Giulino di Mezzegra il 28 aprile 1945.

E’ stato un politico, militare, giornalista e dittatore italiano; fu fondatore del fascismo e Presidente del Consiglio del Regno d’Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943.

Nel gennaio 1925 assunse poteri dittatoriali e  acquisì il titolo di capo del governo primo ministro segretario di Stato. Dopo la guerra d’Etiopia, aggiunse al titolo di duce quello di “Fondatore dell’Impero” e divenne Primo Maresciallo dell’Impero nel 1938. Fu capo della Repubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945.
Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e direttore del quotidiano socialista “Avanti!” dal 1912.

Convinto anti-interventista negli anni della guerra italo-turca e in quelli precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò opinione, dichiarandosi a favore dell’intervento in guerra. Trovandosi in contrasto con la linea del partito, si dimise e fondò Il Popolo d’Italia, per poi essere espulso dal PSI.

Nell’immediato dopoguerra, cavalcando lo scontento per la “vittoria mutilata”, fondò i Fasci italiani di combattimento (1919), poi divenuti Partito Nazionale Fascista nel 1921, e si presentò al Paese con un programma politico nazionalista e radicale.
Nel contesto di instabilità politica e sociale, puntò alla presa del potere; con l’aiuto di atti di squadrismo e d’intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 con la marcia su Roma, Mussolini ottenne dal re l’incarico di costituire il Governo.

Dopo il contestato successo alle elezioni politiche del 1924, instaurò nel gennaio 1925 la dittatura, risolvendo con forza la situazione creatasi dopo l’assassinio di Matteotti. Negli anni successivi consolidò il regime e inquadrando le masse nelle organizzazioni di partito.
Nel 1935, Mussolini decise di occupare l’Etiopia, provocando l’isolamento internazionale dell’Italia. Appoggiò quindi i franchisti nella guerra civile spagnola e si avvicinò alla Germania nazionalsocialista di Adolf Hitler, con il quale stabilì il Patto d’Acciaio nel 1939.

Immagine correlata

È in questo periodo che furono approvate in Italia le leggi razziali.
Nel 1940, convinto nella vittoria della Germania in guerra, decise per l’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale.

In seguito alle disfatte subite dalle Forze Armate italiane, fu arrestato per ordine del Re e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell’Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. In seguito alla definitiva sconfitta delle forze italotedesche, abbandonò Milano la sera del 25 aprile 1945; la sua fuga si concluse il 27 aprile con la cattura da parte dei partigiani a Dongo, dove fu fucilato il giorno seguente insieme alla sua amante Claretta Petacci.

Risultati immagini per mussolini

De Biase Anastasia 3^H