Scrittori in erba: Mio cugino Gabriele

Mio cugino Gabriele è un bambino di 7 anni.

Lui ha un’altezza considerevole per la sua età; ha i capelli lisci di colore castano scuro e gli occhi scuri.

E’ un bambino  molto vivace, ma nonostante tutto, a scuola è bravo e non perde tempo a scherzare e giocare.

A casa, invece, è molto spiritoso e burlone e ama fare gli scherzi.

Lui abita in un’altra città, al Nord, e adora e fa quasi tutto quello che faccio io.

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Scrittori in erba: Descrivo i miei insegnanti

La mia prof di italiano e storia è di media altezza e lei è molto magra.

I suoi occhi sono come delle nocciole che si aprono e si chiudono.

La mia insegnante ha delle labbra sottilissime che quando si aprono ci riempe la mente di sapienza.

Lei ha delle gambe molto magre, sembra che abbia fatto moltissima palestra, ha addirittura le gambe più magre delle mie!

Il suo carattere è vivace e quando parla mi fa sempre sorridere e, inoltre, per me è molto più disponibile delle altre prof.

La prof d’Italiano PER me è LA MIGLIORE.

N. Miglio

La mia prof. di Religione ha un carattere che mi piace molto perchè è sempre divertente e e, durante la lezione, mentre spiega, lei scherza.

Scherzando riesce a farci capire la lezione e, a parer mio, ha sempre uno sguardo serio ma al tempo stesso felice: deve proprio piacerle stare con noi!

Lei è una prof intorno ai cinquant’anni d’età; è alta e di corporatura è magra. Ha i capelli brizzolati e gli occhi castani.

di solito indossa un giubbotto blu e dei jeans.

R. Fabiano 1^I

La mia prof. d’Inglese io la vedo come una prof. molto buona.

E’ molto alta di statura, ha corporatura magra, un volto molto espressivo e sembra molto felice quando spiega Inglese.

I suoi capelli sono biondi e lunghi alle spalle, le sopracciglia sono folte e distanziate, gli occhi severi, ma è giusto così, e di un celeste color oceano e molto belli.

Le labbra sono sottili e abbastanza grandi e regolari, le orecchie piccole, il mento rotondo e il collo lungo. Ha delle mani  molto curate e grandi, il suo fisico è normale e ha delle gambe magre e lunghe.

Lei è tutto questo, ma anche di più: ha una voce limpida come l’acqua e anche oltre, un comportamento molto educato, gentile e rispettoso.

La cosa più bella è il suo carattere, infatti è sempre allegra, amabile, ottimista e sincera e poi, una cosa molto importante, parla molto bene l’Inglese.

Va beh, quello che ci si potrebbe aspettare da una professoressa d’Inglese.

S. Naturale 1^I

La professoressa d’Inglese è alta come una torre e ha un corpo slanciato. La sua testa abbastanza grossa e allungata, ha il volto abbronzato ed è molto espressivo.

Ha sempre un’espressione solare, anche se spesso è seria e questa cosa un po’ mi rattrista.

Ha i capelli biondi come un campo di grano, lunghi fino alle spalle, lisci come spaghetti e con una scriminatura centrale. La sua fronte e bassa con qualche ruga, le sopracciglia sono arcuate e ben distanziate, mentre i suoi occhi sono di color celeste come il mare. Ha il naso regolare, le labbra sottili e le orecchie piccole.

Ha una voce cupa, ma piacevole.

A. Padulo 1^I

La mia prof. d’Italiano ogni giorno viene a scuola a piedi, da sola o con il figlio, dando il “buongiorno” a tutti e tutte.

Ha i capelli né lunghi né corti, ondulati come le onde del mare, di colore castano come le nocciole. I suoi occhi sono piccoli e castani come le castagne di tardo autunno, ha un naso piccolo, denti bianchi come il latte e una bocca piccola.

Lei è alta e magra e la sua voce è sottile e dolce proprio come il suo carattere dolce e riservato proprio come me.

La mia prof d’Italiano per me è la più brava della scuola “Padre Pio”.

A. Simionescu 1^I

La professoressa d’Italiano è brava e soprattutto gentile.

Ha i capelli castani, gli occhi piccoli e chiari e il volto ovale e roseo, il naso, la bocca e le orecchie sono piccoli. La sua altezza è media ed è magra.

Le sue mani sono curate e morbide, le gambe snelle e magre proprio come il suo corpo.

Qualche volta ha un’espressione un po’ seria, ma la maggior parte delle volte è allegra e sorridente. ha una voce armoniosa e limpida, ma soprattutto delicata come la seta.

E’ sempre educata e gentile verso gli alunni; inoltre è molto disponibile e cerca in tutti i modi di aiutarci quando siamo in difficoltà.

Il suo carattere è molto calmo e tranquillo, ma soprattutto dolce e generosa.

G. Verroia 1^I

La  mia prof. di Matematica ha i capelli castani, gli occhi verdi molto chiari come l’acqua e la bocca perfetta.

Ora parliamo del suo fisico: è formoso ma perfetto, le gambe sono snelle nella parte inferiore e più “carnose” nella parte superiore, mentre i suoi piedi sono grandi.

La mia prof di Matematica ha un carattere vivace, ma severo quando serve,; scherza quando ce ne bisogno ed è anche molto simpatica.

Secondo me è la prof che tutti noi ragazzi vorremmo nella nostra scuola e non dimentichiamo che insegna una materia bellissima: la Matematica!

Per me la mia prof di Matematica assomiglia ad un personaggio famoso: Manuela Arcuri.

L. Sarto 1^I

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Diario di bordo sul meeting Erasmus in Spagna

Lunedì 7 gennaio

Oggi è il giorno della partenza!

Sono in pullman in questo momento e sono le 2:30 di notte…ho appena finito di vedere una puntata di una serie tv ed ora mi addormenterò.

Domani mattina arriveremo in aeroporto e prenderemo l’aereo per l’aeroporto di Alicante.

Non vedo l’ora di cominciare questa avventura!

Mi sono svegliato in pullman molto presto, precisamente alle 6:00 e mi sento molto stanco, sarà forse perché ho dormito a malapena 2 ore? Non importa.

Ora stiamo andando in aeroporto per prendere l’aereo per Alicante.

Eccomi qua! Sono in aereo ed è una sensazione fantastica! Siamo sorvolando il mare aperto e ci sono tante nuvolette che sembrano galleggiare sul mare…

Ora stiamo andando in hotel per incontrare tutte le famiglie che ci ospiteranno.

Finalmente dopo un po’ di ritardo è arrivato anche  il mio corrispondente, è molto simpatico e in casa vive solo lui con la madre, sono due persone disponibili e gentilissime.

Stiamo andando da Starbucks a prendere un “frappuccino” e subito dopo andremo a casa.

Ora sono nel letto dopo aver finito di vedere “La Voz” che non è altro che “The Voice”. Abbiamo mangiato il petto di pollo ed una omelette spagnola molto buona, la tortilla, una frittata con uova, cipolle e patate. Ora dormo perché che domani mi aspetta una lunga giornata, ciao!

Martedì 8 gennaio

Buongiorno!☀

Finalmente una dormita come si deve!

Oggi è stata una giornata fantastica! Abbiamo fatto tantissime cose, questa mattina mi sono svegliato e Marco è stato così gentile da farmi dormire un po’ di più mentre lui è andato a scuola ben presto per i preparativi dell’accoglienza.

Dopo aver fatto colazione con pane burro e marmellata, la mamma di Marco, Diana, mi ha accompagnato a scuola dove c’erano tutti i nostri corrispondenti. Dopo l’accoglienza siamo andati in cortile e abbiamo fatto ricreazione…ho fatto amicizia con tantissimi ragazzi della scuola tra cui molte ragazze, devo dire che le persone sono molto amichevoli e mi hanno subito chiesto se avevo Instagram per seguirmi.

La ragazza più simpatica secondo me è Sonia anche se non fa parte del progetto Erasmus.

Dopo aver fatto un tour della scuola siamo andati a mangiare alla scuola primaria; mentre pranzavamo con la pasta e l’hamburger, ho stretto amicizia con Jose, un ragazzo molto simpatico. Con lui andati poi in giro ad Alcantarilla per comprare vari snacks spagnoli come i semi di girasole. Siamo andati poi a Murcia dove abbiamo visto i monumenti del centro storico e dopo i prof ci hanno lasciato del tempo libero che abbiamo riempito andando allo shopping center. Al ritorno a casa ho mangiato la pizza surgelata con il latte caldo…vi lascio immaginare il sapore. Per noi la pizza è  sacra!

 

Mercoledì 9 gennaio

Buongiorno a tutti! Ho dormito veramente bene.

Questa giornata è stata davvero impegnativa e abbiamo fatto tantissimi tour nelle piccole città vicino a Murcia.

Siamo partiti la mattina con il pullman dopo aver fatto un’ora di educazione fisica, precisamente facendo touchball…non avevo la minima idea di come giocare perché non lo conoscevo, ma ho apprezzato la novità.

Subito dopo siamo arrivati a San Pedro del Pinatar dove abbiamo fatto una lunga e piacevole passeggiata in spiaggia.

La spiaggia mi è piaciuta molto perché è molto più pulita di quelle in Italia.

Ci siamo recati al ristorante verso le 14:30 e abbiamo mangiato un menù quasi tutto a base di pesce.

Una cosa che mi è piaciuta particolarmente di questo viaggio in Spagna è che i professori ci lasciavano del tempo libero con i nostri corrispondenti e con gli altri studenti, così da poterci organizzare. Ad Alcantarilla ho trascorso una serata fantastica in cui ho conosciuto tantissime persone, siamo andati prima ad un parco giochi dove c’era una giostra bellissima, era come una carrucola che, saltando, ti trasportava da una parte all’altra.

Dopo siamo andati in un bar dove abbiamo preso tante cose da mangiare, per esempio io ho preso il gofros cioè una specie di waffle condito con la cioccolata e per cena, più  tardi il kebab.

Ora sono nel letto e sono molto stanco…buonanotte.

Giovedì 10 gennaio

Oggi è l’ultima giornata che trascorreremo tutti insieme e sono davvero triste perché questi 5 giorni sono davvero volati, alla fine è sempre così,  le cose belle e divertenti passano sempre troppo in fretta…

La mattina Marco a colazione mi ha fatto una sorpresa: ad attendermi c’era una torta enorme con la panna, ma ovviamente non l’ho mangiata tutta.

Siamo andati a scuola a piedi e alla prima ora abbiamo fatto chimica che già è difficile di suo, figuratevi com’è sentire una lezione con la tavola periodica tutta in spagnolo! Nella stessa mattinata abbiamo incontrato il sindaco della città e poi con il pullman ci siamo recati a visitare la chiesa della Virgen de la Fuensanta dove si poteva ammirare  anche un fantastico belvedere sullo sfondo del quale abbiamo scattato molte foto insieme.

Successivamente abbiamo pranzato ad un  ristorante vicino dove  c’era  un piccolo zoo con  anatre,  pappagalli, pavoni e conigli.

Il professore della scuola Samaniego ci ha consegnato lì  i nostri attestati di partecipazione. Abbiamo trascorso la  serata ad uno shopping center nella periferia di Murcia che era molto più grande di quelli che abbiamo noi in Italia. Siamo andati in tantissimi negozi e siamo rimasti lì per circa 2 ore. Devo dire che anche questa è stata una giornata fantastica, credo la migliore. Sono molto dispiaciuto che questo viaggio sia finito tanto in fretta…mi mancheranno sicuramente tutti, già stiamo cominciando a creare un gruppo whatsapp per tenerci in contatto dopo il viaggio e per tenere vivo questo stupendo ricordo. Domani purtroppo si parte…

 

Riccardo Giffoni

 

The Grinch, la magia del Natale

Ieri 18 dicembre siamo andati al Cinema Cicolella per vedere un film “The Grinch”.

Il film parlava di un personaggio di fantasia, il Grinch, che odiava il Natale perchè aveva il cuore piccolo, ma la verità era perchè era stato abbandonato  da piccolo e, quindi, a Natale rimaneva da solo.

Martina Miceli

All’inizio del film ho provato rabbia perchè il Grinch voleva distruggere il Natale, ma poi alla fine del film ho provato gioia perchè si è giustificato ed ha passato un Natale in compagnia della sua nuova amica Cindy Lou. Micheal Cassano

Il film mi ha suscitato una sensazione di allegria e di amore per il Natale e per le cose che lo caratterizzano.

Riccardo Fabiano

In questo film, che possiamo definire molto divertente, ho trovato molte scene dove si parlava del Natale: decorazioni, felicità e in più tradizioni.

Posso solo dire che questo film è stato fantastico e mi ha trasmesso gioia e amore per il Natale.

Mi ha insegnato che, anche se le persone fanno degli errori, possono sempre rimediare, proprio come il Grinch.

Simona Naturale.

Il mio pensiero su questo film è che il Grinch, anche odiando il Natale, grazie a una graziosa bambina ha capito che il Natale è amore per qualcosa o per qualcuno in questo caso. Infatti di questo film ho capito che l’amore può essere contagioso anche per chi la odia.

Giuseppe Nardella

Quando sei triste grazie a un amico tutto può essere migliore, anche se commettiamo degli errori loro ci saranno sempre per noi

Alessia Zaccaro e Giulia Rigucci

Il Grinch odiava il Natale perche’ aveva il cuore più’ piccolo di due dimensioni. Era sempre solo, con lui c’era solo Max il suo cane.

Decise di rubare il Natale a tutti, solo perché non l’aveva vissuto. Cosi rubò gli alberi e i regali, però una graziosa e dolcissima bambina gli fece capire davvero che il Natale è la festa più bella per tutti. Le belle parole, che la bambina aveva detto, fecero diventare il suo cuore normale cosi il Grinch restituì il natale a tutti.

Pistillo Ilaria

Il Grinch odiava il Natale perché lo festeggiava sempre da solo senza famiglia, con lui stava solamente il suo cane di nome Max.

Successivamente una bambina gli ha fatto capire che il Natale è stare con la propria famiglia e con chi si ama.

Mennella Martina

Il Grinch per me è stato bellissimo perché mi ha fatto capire che le persone cattive in fondo hanno sempre un cuore d’oro .

Sarto Lucia

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La magia nella fiaba

Sin dall’antichità con la forte diffusione delle fiabe, sono esistiti i maghi.
in queste opere il mago è divenuto l’individuo in grado di usare la magia, intesa come controllo delle forze della natura.

Davanti alla razionalità quello della magia è un mondo legato all’arte di andare oltre le forze della natura, una realtà altra, spesso in contrasto con una realtà in cui contano e dominano la capacità di produrre incanto e fascinazione.

Le narrazioni di fatti magici suscitano  suggestioni in chi legge e in chi ascolta, aiutano a rovistare nel passato per cercare una chiave nel presente e nelle fiabe la magia è un elemento fondamentale, risolutore di problemi, un elemento che non arriva così… ma si deve conquistare con determinazione. La magia non è legata pertanto ad una passività, anzi spinge ad aguzzare l’ingegno a intraprendere soluzioni creative, fattive, a scavare nel profondo. 

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La figura del mago risulta essere onnipotente nelle culture dei popoli del mondo, presa anche sotto altri aspetti e chiamato anche con altri modi diversi da mago, come Merlino mago alla corte del re Artù; associato a questo termine di per sè neutro si possono associare fattori o avvenimenti reali.
In Inghilterra ad esempio esistevano i druidi che possono essere ripresi anche nella figura nordica generale, ma anche ai fatti di Salem in cui delle innocenti venivano uccise perchè accusate di magia, mentre molto probabilmente si trattava solamente di guaritrici o semplici donne che avevano imparato l’alchimia per sfruttarla in scopi medici e aiutare la gente.
Infatti a questa mistica sono legati solo momenti felici.
Solitamente non si differenzia la parola mago da altre figure fantastiche come gli stregoni, gli incantatori, i negromanti e i taumatughi e così via.

Ci sono autori che , infatti, ci tengono a differenziare in maniera più precisa le varie figure, alcune fonti differenziano un mago da uno stregone dicendo che il mago deve imparare la magia invece quest’ultimo nasce con delle doti, ma c’è da ricordare che ogni scrittore usa queste caratteristiche a suo vantaggio.

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G. Rigucci 

Leopardi, un grande della nostra letteratura

Pilastro della letteratura italiana, Giacomo Leopardi è uno di quegli autori con cui è necessario confrontarsi per la profondità del suo pensiero e la potenza delle sue opere.

Fu poeta, scrittore e filosofo, un astro solitario tanto che è difficile inserirlo completamente al Romanticismo. Anzi, per più ragioni fu un anti-romantico poiché ateo, materialista e con una a formazione classica.

Abbiamo di lui una bellissima testimonianza del De Sanctis, che descrive così la prima impressione che ne ebbe: «Quel colosso della nostra immaginazione ci sembrò, a primo sguardo, una meschinità. Non solo pareva un uomo come gli altri, ma al di sotto degli altri. In quella faccia emaciata e senza espressione tutta la vita s’era concentrata nella dolcezza del suo sorriso» (F. De Sanctis, La giovinezza, Torino 1971). 

Nonostante una storia personale che per molti sarebbe stata impossibile, l’autore recanatese è riuscito a trasformare le sue sofferenze in un dono prezioso per tutti gli uomini. Accostiamoci, allora, a Giacomo Leopardi, grande poeta dell’Infinito…

Giacomo Leopardi nasce a Recanati, nello Stato Pontificio (oggi nelle Marche), nel 1798 da una famiglia nobile, ma in decadenza. Appena l’età lo consente, il padre Monaldo lo affida a precettori ecclesiastici così come farà con gli altri figli 

Giacomo è subito un prodigio. A dieci anni traduce i testi antichi, e compone in italiano e latino; la sua memoria è sbalorditiva, alta la sua capacità di ragionamento. Il padre Monaldo non perde occasione per esibirlo nei salotti di Recanati. In quegli anni Leopardi è ancora un bambino come gli altri: è prepotente, ama vincere ai giochi, si diverte… Ma ben presto le cose peggiorano. Il rapporto con la madre Adelaide Antici è sempre più difficile: è fredda, lontana, attaccata morbosamente alla religione, incapace di dare ai figli il dovuto affetto.

Il padre non si accorge del disagio di Giacomo, spesso rinchiuso nella grande biblioteca paterna, solo, a studiare. È l’unica possibilità di evasione, di sfogo, di consolazione è il dialogo muto con gli antichi autori. Passano così «sette anni di studio matto e disperatissimo» (1809-1816), durante i quali Giacomo Leopardi impara alla perfezione il greco, il latino, l’ebraico, il francese (allora lingua nobiliare), si dedica alla filologia, traduce Omero, Esiodo, Virgilio, Orazio. Studia la grande poesia italiana e approfondisce i filosofi illuministi. Compone molte opere: Storia dell’astronomia, 1813; Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, 1815.

Ma quegli anni lo segnano nel corpo e nello spirito: ha gravi problemi alla schiena e alla vista. Soprattutto, ha sacrificato allo studio la miglior parte della sua giovinezza.
Il 1816 è un anno di svolta. Invia le sue prime poesie al letterato Pietro Giordani, che lo incoraggia.
Inaugura lo Zibaldone (1817-1832) l’enorme diario cui affida appunti, progetti, riflessioni. Scrive le prime canzoni civili e le pubblica a Roma. Dopo una visita di Giordani, Giacomo prova a scappare di casa, avventurosamente, nel 1819, ma viene scoperto e fermato dal padre. Sentendosi prigioniero, cade in uno stato depressivo.

Il pensiero e la poetica di Giacomo Leopardisono caratterizzati dal pessimismo, l’aspetto filosofico che caratterizza tutto l’evolversi delle idee e degli ideali del poeta e filosofo italiano, assumendo nel tempo connotazioni diverse. Esse possono essere seguite attraverso le pagine dello Zibaldone e si manifestano con evidenza nei testi letterari, come i Canti e le Operette morali.

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Partendo da una posizione personale di estremo pessimismo, per cui ritiene che la morte possa essere per lui (e in taluni casi anche per altri) migliore della vita, a causa delle sue precarie condizioni fisiche; pian piano il suo pessimismo diventa un pessimismo che comprende l’umanità (che deve farsi carico del fatto che la vita non ha senso, ma può migliorare se gli uomini si aiutano l’un l’altro) e l’intero universo, che tuttavia non gli fa rinunciare alla speranza, all’amore verso la vita e le illusioni dell’arte e della poesia.

Il pessimismo filosofico di Leopardi ha le sue origini nel materialismo del Settecento derivato dal razionalismo dell’Illuminismo, dalla letteratura greca e dal pessimismo di alcuni autori antichi, come Omero e Lucrezio.

L’autore presenta alcune analogie con il contemporaneo pensiero di Schopenhauer e con l’esistenzialismo successivo e mostra  una sensibilità acuta per la precarietà e la fragilità dell’essere umano, dei viventi preda di una feroce selezione naturale, e in generale di ogni cosa esistente.

L. Pennacchia- a. De Biase 3^H

L’Odissea

L’opera si divide in tre nuclei tematici:

La Telemachia (libri I-IV): i primi quattro libri sono dedicati al figlio di Ulisse, Telemaco.

I viaggi di Odisseo (libri V -XII): narrano il naufragio di Ulisse a seguito della furia di Poseidone presso i Feaci, nell’isola di Scheria, e la sua permanenza sull’isola. Segue la narrazione di alcune sue avventure

Il ritorno e la vendetta di Odisseo (libri XIII – XXIV): qui vengono trattati il ritorno ad Itaca di Ulisse e la sua vendetta contro i Proci.

L’Odissea prima di avere forma scritta è stata tramandata oralmente da esperti aedi, cioè poeti cantori.

Essa si presenta come un’opera estremamente moderna in quanto fa ricorso al flashback, cioè torna indietro nel tempo narrativo raccontando episodi accaduti in precedenza; inoltre diversamente dagli altri poemi epici, gli avvenimenti non dipendono dalle azioni dei personaggi femminili e dagli schiavi ma dalle azioni degli eroi e dei guerrieri.

Come l’Iliade anche l’Odissea comincia con il PROEMIO, introduzione, in cui viene invocata la musa ispiratrice, seguita dalla PROTASI, che è una sintesi dell’opera, in cui viene descritto il protagonista.

La Telemachia comincia raccontando del figlio di Ulisse: Telemaco, ormai ventenne, vive con la madre Penelope e con i Proci, che pretendono in sposa la presunta vedova, ma Penelope sperando ancora in un ritorno del marito, perde tempo utilizzando un escamotage: di notte sfila la tela per il suo abito da sposa.

Intanto gli dei si riuniscono e approfittando dell’assenza di Poseidone, che odia Ulisse, decidono che l’eroe può tornare in patria. 

Nel frattempo Telemaco parte alla ricerca del padre. Comincia così la narrazione del viaggio di Telemaco, il quale riesce a scoprire che il padre non era rientrato in patria perché prigioniero della ninfa Calipso sull’isola di Ogigia.

I viaggi di Odisseo cominciano con la liberazione del protagonista da parte della ninfa Calipso, del naufragio sull’isola di Scheria a seguito di una violenta tempesta scatenata da Poseidone, dell’incontro con Alcinoo, re dei Feaci e sua figlia Nausica.

Qui comincia il lungo flashback in cui Ulisse comincia a narrare le sue vicissitudini a partire dal termine della guerra. Racconta dell’avventura nell’isola dei Ciclopi ad opera del gigante Polifemo e della sua proverbiale astuzia grazie alla quale riesce a fuggire. Dell’incontro con Eolo prima e della maga Circe dopo. Racconta della sua discesa nell’Ade e della profezia ad opera dell’indovino Tiresia che gli predice la lotta contro i Proci e la sua morte lontano dalla patria. Racconta di come, riprendendo il viaggio verso casa riesce a superare le Sirene e i due mostri Scilla e Cariddi fino a sbarcare nell’attuale Sicilia per poi naufragare dopo una tempesta sull’isola di Calipso dove resta prigioniero per otto lunghi anni. Termina così il racconto di Ulisse dopo il quale i Feaci commossi per le sue vicissitudini lo riportano ad Itaca.

Negli ultimi libri Omero racconta che Ulisse viene trasformato in un mendicante e che raggiunto dal figlio gli svela la sua identità ed insieme organizzano un piano per cacciare i Proci.

Nel frattempo la moglie Penelope indice una gara per scegliere un nuovo re, tutti falliscono tratte Ulisse che con l’aiuto di Telemaco stermina gli avversari. Ulisse svela la sua identità alla moglie che non convinta lo sottopone ad un’altra prova. Dopo aver posto fine ad un’ultima rivolta interna, Ulisse ritorna re di Itaca firmando patti di pace.

L’Ulisse di Omero è un personaggio moderno: egocentrico e desideroso di conoscenza, lascia la moglie e la patria.

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Al contrario di Achille, uomo guidato dalla propria “ira”, istintivo e impulsivo, Odisseo è molto astuto, paziente e sa dominare passioni e sentimenti. Usa armi, quale l’arco o la spada, ma raramente le sue vittorie sono frutti di duelli frontali: fa spesso ricorso a intuizioni e inganni e riesce anche a sopportare gli oltraggi subiti dai Proci, cosa inconcepibile per gli eroi dell’Iliade.

Infatti mentre quest’ultimo poema celebra i valori incentrati sull’onore, che doveva condurre alla gloria immortale, l’Odissea nasce dal senso pratico della vita caratteristico dei marinai, spesso abili nel commercio e che riescono ad affermarsi in più contesti, sfruttando sempre tutti i mezzi a loro disposizione.

Francesco Gammarota 1^I