Esperienza Bimed 2018-2019

Anche quest’anno la nostra scuola ha partecipato alla staffetta di Scrittura creativa  Bimed, un progetto a livello nazionale, ma anche internazionale, che consiste nel creare un capitolo di un racconto da sviluppare con classi e/o scuole diverse. Il progetto si conclude, poi, con delle uscite presso le Isole Tremiti o Salerno o Marina di Camerota o altre zone.

Durante l’anno scolastico le classi partecipanti scrivono il capitolo di un libro a loro assegnato; quest’anno a noi, 1^ i e 1^H, è stato assegnato il capitolo 10 di un racconto che parlava della guerra provocata dall’ISIS in Siria.

Scrivere il capitolo non è stato semplice perchè prima abbiamo dovuto leggere tutti i capitoli precedenti, compreso l’incipit dell’autrice Alessandra Racca, e poi abbiamo dovuto creare uno schema su come concludere il libro, visto che il nostro era l’ultimo capitolo.

Tante le idee che affollavano la nostra mente, ma l’insegnante che ci ha seguiti, la prof.ssa Leone, ci ha guidati affinchè la nostra storia avesse un senso logico e al tempo stesso potesse esprimere le nostre idee. Alla fine, quando avevamo concluso il capitolo, un gruppo di noi ha realizzato un disegno che rappresentava il nostro capitolo.

Di tutti gli alunni che hanno partecipato alla stesura del capitolo, solo una piccola parte ha partecipato all’uscita che ci è stata proposta dalla Bimed.

Il  mio gruppo classe ha partecipato all’uscita presso le isole Tremiti, dal 6 giugno all’8 giugno. Durante questa uscita abbiamo svolto molte attività tra cui laboratori di scrittura creativa, canto, musica, teatro, ecc… . Noi, invece, abbiamo proposto delle iniziative di nostra creazione come balli, rappresentazioni, canti, ecc.

Durante questa esperienza, accompagnati dalle professoresse, Liguori e Sborea, abbiamo anche partecipato alla caccia al tesoro, alla quale siamo arrivati primi e vinto un orologio da parete con la scritta “Bimed”, abbiamo partecipato al quizzone e al karaoke. A conclusione delle tre giornate e dopo tutte queste attività, è seguita una premiazione: noi siamo arrivati secondi con un solo punto di differenza rispetto alla scuola che è arrivata prima.

Per me questa esperienza è stata molto interessante e mi piacerebbe ripeterla il prossimo anno perchè attraverso la scrittura di un capitolo, siamo entrati in contatto con ragazzi di altre scuole e poi mi piacerebbe partecipare ancora all’uscita, magari andando in qualche altra località così come quest’anno gli alunni di seconda e terza sono andati a Marina di Camerota accompagnati dalle prof. Frazzano, Giarnetti e Leone, perchè incontrare tanti scrittori e svolgere con loro delle attività è stato davvero divertente.

Davide Bonaventura 1^H.

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“Festa” della Legalità e… dintorni.

IMG_20190606_005321.pngÈ ormai consuetudine nella nostra scuola, ma credo anche nelle altre, dedicare gli ultimi giorni di scuola non solo per tirare le somme del lavoro svolto durante l’anno scolastico, ma anche  svolgere rappresentazioni di vario genere che hanno lo scopo di informare le famiglie su tutte le attività svolte e di dare la possibilità ai nostri alunni di poter presentare i frutti del loro impegno, che sia una coreografia, una presentazione, un brano musicale, e via dicendo.

Quest’anno scolastico però abbiamo deciso di chiuderlo alla grande e già da lunedì 3 giugno abbiamo dato inizio ad una serie di manifestazioni conclusive, partendo dal V Congresso di scienze per proseguire con saggio musicale al pkesso “Padre Pio”, poi con la festa dello sport che ha impegnato alunni e docenti dal 3 giugno e ha avuto conclusione il 5 con una grande festa, e per ultima, ma di sicura la più importante, la manifestazione dedicata alla legalità del pomeriggio del 5 giugno.

Durante la manifestazione si sono alternati momenti più impegnativi dove il tema “legalità” era esplicito, a momenti più leggeri come coreografie, realizzazione di brani musicale ad opera dell’orchestra, premiazione, ecc…, dove lo stesso tema la faceva comunque da padrone, ma in modo soffuso.

Certo parlare di legalità non è facile: troppo vasto è l’argomento e tocca mille aspetti che interessano il rispetto per l’altro, per l’ambiente, per gli spazi scolastici e non solo. Legalità è sconfiggere l’omertà, è “convincere” i ragazzi che infame non è chi ha il coraggio di denunciare l’illegalità, ma è colui che ha compiuto azioni spregevoli che ledono la dignità umana, come afferma ogni buon dizionario.

Purtroppo la legalità non è un argomento facile da trattare né è facile fare in modo che esso “conquisti” l’animo e la mente delle nuove generazioni, che penetri nel profondo e diventi stile di vita, in.una parola, “civiltà”.

Da anni la nostra scuola si prodiga per la legalità con attività e interventi di vario genere come incontri con rappresentanti delle forze dell’ordine o associazioni impegnate in problematiche come il bullismo, la difesa dell’ambiente, la tutela delle donne e/o dei bambini, ecc…, ma quest’anno scolastico ha superato se stessa in primis partecipando al progetto “Scuola… cantieri di legalità”, finanziato dalla Regione Puglia e poi con unità di apprendimento che hanno dato centralità all’argomento.

Con il progetto della regione, in collaborazione con l’associazione “Nuova Fantarca”  e grazie alla professionalità del regista Girolamo Macina, sono stati realizzati degli spot sul bullismo e sul rispetto per gli spazi scolastici, a seguito della formazione dei docenti. Nelle classi ogni consiglio ha trattato temi come rispetto, uguaglianza, diversità, razzismo, ambiente, riciclaggio dei rifiuti e tanti altri, tutti collegati alla formazione dell’uomo e del cittadino, della persona, obiettivo centrale della nostra comunità scolastica.

Questa sera la manifestazione aveva questo scopo: dimostrare che la legalità, la crescita morale dei nostri alunni, la persona, sono al primo posto e i ragazzi, con i loro lavori, con le loro attività, con la loro partecipazione attiva, ci hanno dimostrato che il raggiungimento dell’obiettivo è a buon punto e che stanno diventando delle belle persone.

Tutti gli altri obiettivi sono importanti, ma mai come questo: la persona in tutta la sua dignità e grandezza.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’attenzione e il sostegno del nostro Dirigente, la prof.ssa M. Concetta Bianco, senza l’impegno dei docenti e dei ragazzi (vera anima di ogni scuola), senza la collaborazione dei genitori.

Grazie.

prof.ssa Anna Leone

 

 

 

V Congresso di scienze:”Vita… a tutti i costi”

Lunedì 3 giugno siamo stati alla “Petrarca”, presso l’auditorium,  per il  congresso di scienze, il quinto precisamente che svolgiamo con le nostre scuole.
La novità di questo congresso è che è stato realizzato dalla nostra in rete con la scuola ” S. Chiara- Altamura” di Foggia e ha visto la partecipazione di molti insegnanti: prof.ssa Leone, prof.ssa Di Gioia, porf.ssa Di Pumpo, prof.ssa Liguori, prof.ssa Petti, Prof.ssa Spagnoletti, prof. Manzella e la prof.ssa Spadavecchio con la sua scuola di Foggia. Davvero un grande team!!
Quest’anno abbiamo svolto il tema della procreazione assistita e vi hanno partecipato le terze ed una seconda.
A parte le classi della nostra scuola, é venuto un gruppo di ragazzi delle classi 2° A e 3° A della scuola “Altamura” di Foggia.
Erano presenti anche la Preside, prif.ssa M. Concetta Bianco,  ed un ginecologo del consultorio Asl San Severo, il dott. Giuseppe Spallone.
Il congresso è cominciato con due  nostri compagni di che hanno presentato quello che avremmo svolto; subito dopo dei ragazzi  della 3° G e della 3° i hanno parlato dell’apparato riproduttore e dei problemi dell’infertilità e degli eventuali problemi che possono avere l’uomo e la donna, tutto illustrato con un power point.
È seguito l’intervento del dottore che è stata molto interessante, infatti ha spiegato il tutto attraverso un disegno alla lavagna che ci ha fatto capire bene l’argomento.
Più tardi alcune compagne di classe si sono soffermate sulla storia della procreazione, mettendo in evidenza come ancora oggi una donna che non.riesce ad avere figli si sente incompleta e parla do di Louse Brwon, la prima bambina nata in provetta.
C’è stata anche una cosa nuova con un racconto svolto da ragazze di nazionalità diversa, ad esempio una ragazza era africana, una indiana ed un’altra albanese e ci hanno parlato di come è diversa la procreazione assistita negli loro paesi.
Subito dopo un gruppo di ragazze ha parlato di queste storie di donne che non possono avere figli per colpa delle malattie, il tutto in inglese.
Come finale é arrivata sul palco una classe della Petrarca ed ogni ragazzo aveva una maschera bianca in faccia per affrontare il tema della clonazione.
Successivamente è stato affrontato anche l’aspetto etico che ha a che fare con la procreazione assistita sia attraverso un’intervista che attraverso uno studio su cosa dice la Chiesa riguardo le tecniche.di oggi.
Secondo noi é molto importante sapere tutte le informazioni sulla procreazione assistita perché è importante non abbattersi e non mollare la presa se non si riescono ad avere figli.
Al congresso abbiamo imparato cose nuove e abbiamo capito che la vita è un dono importante e siamo contente che la medicina sia andata avanti e sia arrivata ad aiutare tante coppie infertili a realizzare il loro desiderio di essere genitori.
                  Laura Fontanello                          Chiara Albanese 3°H

Scrittori in erba: Poesia dedicata alla Madonna del Soccorso.

MADONNA NERA

La festa del Soccorso è una festa speciale:
è la nostra festa patronale!
Puoi fare tutto ciò che vuoi
perché la festa rappresenta tutti noi.
La festa del Soccorso è una tradizione
che ogni sanseverese vive con devozione:
ogni anno ci dobbiamo preparare
perché la Patrona vogliamo ammirare.
La Madonna nera tanto amata
finalmente è arrivata!
A Maggio rallegrano le vie,
luminarie, giostre e batterie.
La gente unita con tanta emozione
segue con fede la processione.
La banda, i coriandoli e le bancarelle
ci fanno passare le giornate più belle!
L’accensione dei fuochi, impazienti
aspettano con ansia tutti i fujenti:
sotto i fuochi scoppiettanti
corrono veloci e scalpitanti!
La festa molta gente riesce ad attirare,
speriamo arrivi presto Maggio per festeggiare!

1 G

Opinioni a confronto: A scuola settimana corta o no?

Personalmente non sono molto favorevole alla settimana corta perchè anche se è un giorno alla settimana, oltre alla domenica, che non si va, si dovrà comunque recuperare quelle ore in orario pomeridiano durante gli altri giorni e secondo me questa cosa sarebbe piuttosto stancante.

Io, ogni lunedì, dopo aver finito i compiti, devo subito andare  alla “Petrarca” per il PON di Francese. Il PON dura tre ore e sono  delle ore in più oltre a quelle scolastiche; dopo devo tornare a scuola e studiare per il giorno dopo. Quando torno spesso mi sento molto stanca e mi è difficile studiare.

Molti miei cugini, che non vanno a scuola il sabato, e che quindi hanno la settimana corta, dicono che rimanere quella mattina a casa è molto bello, soprattutto perchè riescono a riposare. Però comunque è molto pesante la settimana perchè trascorrono lì il pomeriggio, mangiano lì, danno altri compiti mentre altri vengono svolti lì e, quando tornano a casa, devono concluderli.

Un altro aspetto negativo della settimana corta è che hai i pomeriggi impegnati e non puoi svolgere altre attività come sport, molto importante per la crescita del nostro organismo, corsi di lingua straniera e altro.

Cota Francesca 3^H

La settimana corta significa non andare a scuola il sabato, ma restarci il pomeriggio. Questo è un argomento particolarmente caldo per studenti e insegnanti.

Credo che non sia una buona cosa, infatti sono contraria e per molti motivi:

  • avere un orario pomeridiano scolastico non permette agli studenti di concentrarsi sui compiti a casa perchè sono già stanchi nè in attività extra;
  • un orario giornaliero molto scomodo per chi non abita in prossimità della scuola porta a perdere molto tempo e a rientrare a casa nel pomeriggio inoltrato e, quindi, poco propensi a svolgere i compiti;
  • abbassamento dei livelli di attenzione degli alunni e quindi del rendimento scolastico perchè per molti è pesante studiare o stare attenti dopo l’ora di pranzo;
  • l’ultima ora è straziante per gli alunni e molti la affrontano per inerzia.

Inoltre, secondo delle statistiche i permessi registrati nella settimana corta sono maggiori di quella lunga.

Alcuni genitori pensano che è più comoda la settimana corta perchè lasciano i bambini a scuola il pomeriggio, altri pensano che c’è più organizzazione per il lavoro del personale e risparmio di fondi pubblici, ma non tutti gli insegnanti sono disponibili per le ultime ore, altri sono stanchi e quindi meno efficienti sulla didattica e questo va a scapito degli alunni. Quindi credo che la mia opinione sia quella più giusta.

Tota Carmela 3^H

Io sono favorevole alla settimana corta a scuola perchè non è vero che un giorno in meno è un giorno in più per andare avanti con il programma. Il sabato è un giorno festivo quasi per tutti e dovrebbe esserlo soprattutto per i ragazzi. Ciò potrebbe essere anche un motivo per invogliarli a studiare di più, in modo particolare per chi è più “sfaticato”.

Molte persone possono avere un’opinione diversa dalla mia, ma anche di persone importanti. Ad esempio, Manuela Cantore, coordinatrice dello Space, dice che la settimana corta ha molti “contro” tra cui quello di sentito è di non andare velocemente con il programma; ma questo non è vero perchè i prof. si gestiscono e organizzano con i loro piani di studio.

Questo è un dibattito che viene aperto frequentemente, del quale però non si riesce quasi mai ad arrivare ad una soluzione.

Avellino M. Teresa 3^H

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Global Climate Strike for Future

Greta Thunberg

Una ragazza svedese di quindici anni, Greta Thunberg, che non solo riuscirà a salvare il mondo, ma è riuscita a far arrivare le sue idee ai cuori dei giovani di ogni angolo del mondo. Non è una favola contemporanea, è realtà, la realtà del 2019. SEvi è il beneficio del dubbio che le azioni della Thunberg riusciranno davvero a salvare il mondo, possiamo dire con certezza che è riuscita a smuovere gli animi delle generazioni più giovani che sono scese in piazza venerdì 15 marzo 2019 per una manifestazione contro la mancanza di azione da parte dei governi verso il cambiamento climatico. Uno sciopero globale della scuola, sia degli studenti che del personale docente, dirigente e Ata, in Italia e all’estero.

Il Global Climate Strike for Future, è stata una vera e propria manifestazione mondiale che ha visto l’adesione di più di 130 Paesi, formata da scioperi e cortei in piazza, senza bandiere e schieramenti politici, con il solo obiettivo di far sentire la propria voce. L’obiettivo è quello di chiedere impegni concreti per far fronte ai cambiamenti climatici.

Siamo la prima generazione che subirà i devastanti effetti del cambiamento climatico, e l’ultima generazione in grado di dare un contributo per risolvere questo problema.” così ha parlato Leonardo Basso, studente di Psicologia e membro del comitato Fridays for Future Padova

Greta Thunberg è una giovane attivista che ha iniziato a scioperare dalle lezioni scolastiche tutti i giorni in un primo momento, poi limitando le assenze al solo venerdì di ogni settimana, raccogliendo adesioni su adesioni da parte dei giovani di tutto il mondo attraverso i social.

La Thunberg è oggi il simbolo mondiale di questa protesta che coinvolge “la prima generazione che subirà i devastanti effetti del cambiamento climatico, e l’ultima generazione in grado di  risolvere questo problema”, come dice Leonardo Basso.
Il movimento a Padova si è formato a dicembre dopo la marcia mondiale per il clima. Siamo ancora in tempo a salvare l’umanità e il nostro pianeta, racconta Giacomo Bertorelle, membro del comitato e studente dell’Istituto Valle di Padova. Nel comitato padovano si sono riuniti studenti delle superiori e universitari ma non solo, per poi discutere sul cambiamento climatico locale e organizzare per ogni venerdì un approfondimento.

Il comitato di Padova ha organizzato una conferenza aperta al pubblico, in cui ha convocato esperti sulle azioni che si possono fare per contrastare il cambiamento climatico.

Il 15 marzo è stata una giornata storica per il pianeta: la protesta Global Strike For Future ha portato in piazza migliaia di studenti di tutto il mondo, con lo scopo di riprendere in mano il futuro del pianeta.

Anche a San Severo questa mattina studenti delle Scuole secondarie e primarie hanno manifestato al ritmo di “Bella ciao”, che è diventata inno dell’ambiente, con un solo grido: “Now, now, now!!!” Bambini, giovani e adulti si sono dati appuntamento davanti alla villa comunale, manifestando il loro dissenso alla scarsa attenzione dei governi verso i problemi climatici.

La nostra scuola ha partecipato con una rappresentanza delle classi seconde e terze e hanno accompagnato l’inno dell’ambiente con alcuni degli strumenti musicali che si studiano nella nostra scuola: clarinetto, tromba e chitarra.

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Un movimento nato dal basso che sta facendo sentire la propria voce: si lotta per fermare il cambiamento climatico, per un futuro sostenibile e per smuovere i politici e le istituzioni affinché prendano al più presto provvedimenti concreti in difesa del clima. La miccia che ha innescato questa protesta parte dalla Svezia, da una ragazza di sedici anni con le trecce e la idee ben chiare.

Greta Thunberg ha iniziato la sua lotta nell’agosto del 2018 quando la Svezia ha registrato un’eccezionale ondata di calore. 

Una voce solitaria che piano piano ha iniziato a farsi sentire in tutte le parti del mondo, soprattutto grazie ai social media: con lo slogan #fridayforfuture, Greta è diventata il simbolo di milioni di giovani che vogliono lottare per il loro futuro.

Il «Time» ha inserito Greta tra i teenager più influenti del 2018, grazie anche al discorso che ha tenuto alla Cop24 delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si è tenuta a inizio dicembre in Polonia. Un intervento chiaro per i rappresentati dei governi: “Dovete agire come se la vostra casa fosse in fiamme”.

Il messaggio che Greta è questo: “Ci avete ignorato in passato e ci ignorerete di nuovo. Abbiamo finito le scuse e stiamo finendo il tempo. Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alle persone”.

I governi devono accettare il fatto che i giovani hanno idee, obiettivi e pensieri anche su argomenti importanti, come i cambiamenti climatici. Greta parla con decisione e sicurezza, chiede che si consideri seriamente il problema, come una minaccia al futuro della specie umana. E infine c’è la rabbia di chi ha paura del futuro, di chi vuole vivere i propri sogni, di chi spera in una giustizia climatica che oggi non c’è.

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L’Italiano scala la classifica ed è quarta lingua al mondo

Al primo posto c’è sempre l’inglese. E non è una novità neanche che sia lo spagnolo la seconda lingua più studiata la mondo. E il cinese occupa il terzo gradino del podio. A meravigliare invece è che l’italiano abbia superato il francese e sia al quarto posto della classifica.

A spiegare i dati estratti da uno studio di Ethnologue, pubblicazione cartacea ed elettronica del SIL International, ci pensa Il Sole 24 Ore che precisa:

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“Stilare una classifica delle lingue più parlate al mondo non è facile intanto perché è impossibile conoscere il numero preciso delle persone che parlano una determinata lingua. Poi bisogna tenere conto di quale istituzione rileva i dati e del momento storico in cui essi vengono raccolti, perché i numeri possono variare molto.”

Eppure i risultati parlano chiaro. Infatti l’italiano è nelle preferenze delle lingue studiate nel mondo è in trend positivo già da diversi anni.

Una classifica ormai consolidata dal 2014-2015, quando lo studio dell’italiano ha registrato un boom, passando da 1,7 milioni di studenti (2013-2014) a più di 2 milioni il biennio dopo. L’italiano è sempre al quarto posto per l’anno accademico 2016/17, con 2.145.093 studenti raggiunti in 115 paesi tramite gli Istituti Italiani di Cultura.

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L’inglese è utilizzato da un miliardo 190 milioni di persone, il 17% della popolazione mondiale. Al secondo il cinese mandarino parlato da un miliardo 107 milioni di individui, il 15,8% della popolazione del pianeta. Al terzo posto arriva l’hindi-urdu, lingua parlata da 697,4 milioni di persone. L’italiano è invece al 21° posto della classifica, con oltre 67 milioni di parlanti e un interessante primato, questo secondo classifiche di molto anteriori a quelle degli ultimi anni.

A. Rinaldi- L. Pennacchia